Ciao a tutti, scrivo questo post perché sono arrivato a un punto di esaurimento totale e ho bisogno di capire se qualcun altro sta passando o ha passato quello che sto vivendo io.
Tutto è iniziato il 12 maggio 2025, in seguito a un evento pesantissimo legato all'assunzione involontaria (o a un'esperienza traumatica, a seconda di come vogliamo inquadrarlo) di metanfetamina. Quella notte ha letteralmente mandato in corto circuito il mio sistema nervoso. Da quel momento in poi, la mia vita è cambiata radicalmente.
Lavorando come infermiere in una RSA — un ambiente già di per sé durissimo, fatto di turni massacranti, pressioni e dinamiche tossiche con la direzione —, il mio cervello non ha più avuto la forza di recuperare.
Oggi, a distanza di tempo, mi ritrovo a fare i conti con un quadro clinico ed esistenziale devastante:
Collasso del "sensory gating": Il mio cervello ha perso completamente la capacità di filtrare gli stimoli. Qualsiasi cosa è un sovraccarico. Una passeggiata fuori, i rumori, la luce, persino il movimento o il fatto di interagire con le persone mi provocano una sensazione di "elettricità" interna, agitazione e debolezza estrema nel corpo e nella testa.
Esaurimento neurovegetativo cronico: Anche quando sono a casa, al sicuro, il mio corpo continua a comportarsi come se fosse in pericolo di vita. Mi sveglio dopo aver dormito (anche ore) con la testa "debole", pesantissima, e un tremore interno/scosse che mi impediscono di sentirmi riposato. È come se le riserve di neurotrasmettitori fossero completamente a zero.
Il cortocircuito con il lavoro: Il pensiero di dover rimettere piede in reparto, di rivedere il direttore o di gestire i turni scatena una risposta biologica ingestibile. Eppure, sento un forte senso di colpa e resistenza all'idea di fermarmi o di mettermi in malattia, come se fossi bloccato in un vicolo cieco.
La terapia e la sensazione di inefficacia: I farmaci che sto prendendo (come l'EN/delorazepam) tamponano un minimo l'ansia acuta, ma non riescono a coprire questo livello di sfinimento profondo. Ho la sensazione costante che nulla possa funzionare e che la mia testa non riesca più a reggere il peso della normalità.
Faccio fatica a trovare un confine tra l'ansia, i postumi biologici di quell'evento del 12 maggio e un burnout professionale avanzato che ha fuso i miei circuiti.
C'è qualcuno che ha sperimentato questa perdita di filtro sensoriale (sensory gating), questo stato di "elettricità" perenne e questo crollo totale del sistema nervoso? Come avete fatto a uscirne, o quantomeno a dare sollievo a un corpo che non si spegne mai?
Grazie a chiunque vorrà condividere la sua esperienza o darmi una parola.